Macrolepiota excoriata

Macrolepiota mastoidea

In summer, but especially in autumn, gregarious or in large groups, in uncultivated and cultivated lands, in the meadows and pastures at the top, along the paths, in the forest clearings, at the edge of the woods.
Easily recognizable by the whitish and almost naked stem, the simple and mobile ring, the typically desquamated cuticle, which draws a typical star shape on the cap, the strongly enlarged bulbous foot.
Easily recognizable for the whitish and almost bare stem, the simple and mobile ring, the typically peeling cuticle which draws a typical star shape on the cap, the strongly enlarged and bulbous foot.

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Macrolepiota excoriata è per molti aspetti un sosia in miniatura del fungo parasole, Macrolepiota procera. Come il suo cugino più grande, questo è un fungo commestibile ma troppo scarso per essere un obiettivo serio per i raccoglitori commerciali.
Dato che si trova spesso sul ciglio della strada, dove il terreno può essere stato contaminato dai gas di scarico o da fuoriuscite di olio, questo attraente fungo è meglio lasciarlo indisturbato per farlo godere agli altri passanti. (Gli esemplari raccolti nei campi e in altre aree aperte sono comunque buoni da mangiare).
Poco frequente nel sud della Gran Bretagna e dell’Irlanda, e ancora meno comune nel nord dell’Inghilterra e della Scozia, Macrolepiota excoriata è presente anche in molti paesi dell’Europa centrale e meridionale e in alcune parti del Nord America.
Originariamente descritto nel 1762 da Jacob Christian Schaeffer, che lo chiamò Agaricus excoriatus (la maggior parte dei funghi con le branchie erano collocati inizialmente in un gigantesco genere Agaricus a quei tempi), a questo fungo fu dato il suo attuale nome scientifico dal micologo ucraino Solomon P Wasser (nato nel 1946) nel 1978.

Macrolepiota excoriata 2020

Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno dei funghi, Divisione Basidiomycota, Classe Basidiomycetes, Ordine Agaricales, Famiglia Agaricaceae e quindi al Genere Macrolepiota e alla Specie M. excoriata. I termini sono sinonimi e binomi obsoleti: Leucogaricus excoriata (Scheaff.); Kumm., Lepiota excoriata (Fr.) P. Kumm. e Leucocoprinus excoriatus (Fr.) Schaeff.
La Bubbola buona è un fungo che cresce nel periodo tra la fine dell’estate e l’autunno, gregario o in grandi gruppi, nei prati, nei terreni incolti e coltivati, nei pascoli alti e nelle radure dei boschi e lungo i sentieri.
La buona Bubbola è un fungo abbastanza simile alla Macrolepiota procera, anche se si differenzia da quest’ultima per le sue piccole dimensioni, il gambo bianco e la decorazione radiale del cappello. Un’altra caratteristica distintiva è che ha la predisposizione a crescere nei prati e negli spazi aperti, caratteristica tipica di questa specie e che la distingue dalle altre Macrolepiota. Oltre alla Macrolepiota procera altre specie simili, con le quali potrebbe essere confusa ad una sommaria analisi visiva, è il Chlorophyllum rhacodes che si differenzia per presentare scaglie molto più ampie, pronunciate e profonde, così come il gambo senza strisce e la carne che arrossisce rapidamente al taglio. Quest’ultima, anche se in passato era considerata commestibile dopo la cottura, studi recenti hanno dimostrato la sua tossicità anche da schiacciata, motivo per cui bisogna stare attenti alla perfetta determinazione della prima. Inoltre, soprattutto per i meno esperti, a causa delle sue piccole dimensioni si avvicina alle piccole Lepiote velenose, preferibile quindi evitare il consumo per evitare le conseguenze di fatale. Macrolepiota excoriata è un fungo di eccellente commestibilità che viene utilizzato solo il cappello perché i gambi sono coriacei.

Wikipedia

Macrolepiota excoriata è per molti aspetti un sosia in miniatura del fungo parasole, Macrolepiota procera. Come il suo cugino più grande, questo è un fungo commestibile, ma troppo scarso per essere un obiettivo serio per i raccoglitori commerciali.
Dato che si trova spesso sul ciglio della strada, dove il terreno può essere stato contaminato dai gas di scarico o da fuoriuscite di olio, questo attraente fungo è meglio lasciarlo indisturbato per farlo godere agli altri passanti. (Gli esemplari raccolti nei campi e in altre aree aperte sono comunque buoni da mangiare).
Poco frequente nel sud della Gran Bretagna e dell’Irlanda, e ancora meno comune nel nord dell’Inghilterra e della Scozia, Macrolepiota excoriata è presente anche in molti paesi dell’Europa centrale e meridionale e in alcune parti del Nord America.
Originariamente descritto nel 1762 da Jacob Christian Schaeffer, che lo chiamò Agaricus excoriatus (la maggior parte dei funghi con le branchie erano collocati inizialmente in un gigantesco genere Agaricus a quei tempi), a questo fungo fu dato il suo attuale nome scientifico dal micologo ucraino Solomon P Wasser (nato nel 1946) nel 1978.

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